domenica 3 marzo 2013

Quello che funziona

Chi soffre di mal di testa sa che ci sono dei momenti in cui vorresti soltanto stare al buio, senza parlare e senza sentire rumori intorno a te, perché c’è quel dolore pulsante che ti sta trapanando il cervello, che non dà un attimo di tregua.
E’ in quei momenti che, puntualmente, a tuo figlio balza in testa qualcosa, per cui tu dovresti dire no.
Tipo andare a comprare il centesimo pacchetto di figurine o mangiarsi la cinquantesima barretta di cioccolata.
Ed è in quei momenti che, nonostante gli daresti il pin del bancomat per farlo tacere, d’istinto dici no.
E sai che trasformare quel no in un sì, ti si ritorcerà contro per il resto dei tuoi giorni.
Così, ogni volta che hai quel mal di testa che lasciatemi sola, non voglio vedere-sentire-parlare con nessuno, parte il martellamento.
Quello vero.
Quello che realmente riesce a trapanarti il cervello.
Quello che il mal di testa, al confronto, è niente.
Io ci provo e dentro di me lo recito, il mio mantra “noncedononcedononcedononcedononcedo”.
Ma non sempre funziona.
Perché lui sceglie proprio quel momento lì, quello in cui gli potresti promettere un negozio intero di giocattoli, pur di non sentirlo più parlare.


Ci sono dei giorni in cui compri al mercato quintali di pazienza e cerchi di farne una scorta infinita, perché, tu, di pazienza, non ne hai mai avuta molta.
E attingi da quella scorta, quando decidi di mettere fine a quel caos che regna incontrastato in casa tua.
Perché, se nove volte su dieci prendi i suoi giocattoli e li sistemi tu, mentre senti risuonare nell’orecchio la voce saggia del grillo parlante che ti ripete che così non imparerà mai a ordinarli da solo, arriva anche quella volta in cui decidi di ascoltarlo, quel maledetto grillo parlante.
E lo fai con dolcezza, perché hai letto da qualche parte che “se hai una voce dolce e una mano morbida, con un filo guiderai un elefante”.
E a te, queste frasi, sono sempre piaciute tanto.
Amore, per favore, potresti raccogliere tutti i giochi che ci sono per terra, così metto la tovaglia e possiamo mangiare?
La sua risposta è la dimostrazione che, quelle, sono sempre frasi fatte: Stasera la metti per terra, la tovaglia? Hai deciso di fare un pic-nic?

Ci sono dei momenti in cui tuo figlio diventa un vero e proprio agnellino.
Chiedi qualcosa e lui ti risponde di sì.
Subito.
E allora pensi che sicuramente avrai capito male e formuli di nuovo la domanda.
Sì.
Subito.
Il tempo delle illusioni è finito ormai da tempo.
Prendi il termometro: ha la febbre a 39.

Dai figli si imparano un sacco di cose, indubbiamente.
Il mio, per esempio, mi ha insegnato il vero significato della parola eccezione.
Una parola da usare con vera parsimonia, mai con distrazione e sempre in pochi, sceltissimi casi.
Perché se fai un’eccezione e gli fai vedere la televisione durante la cena, il giorno successivo te lo chiede anche per colazione e per pranzo.
E il suo modo di chiedere, non è chiedere e basta.
E’ quel martellamento che dicevo sopra, che sfida il tuo self-control all’inverosimile.

Ma noi mamme ce la caviamo sempre, perché abbiamo infinite risorse e troviamo sempre il modo di risolvere la situazione.
Più o meno.
So che farò inorridire tutte le Tate Lucia che leggeranno questo post, ma la mia ancora di salvezza è la televisione.
Io ringrazio, benedico la televisione.
Per quei momenti di pace in cui lui vede i cartoni animati, perché non la possiamo completamente eliminare, la televisione.
E perché è diventata la mia unica arma di ricatto.
Non si fanno ricatti con i bambini?
Lo so, ne sono perfettamente consapevole.
Ma non è così semplice riuscire a farsi ascoltare.
Riuscire a fargli capire che dalla mia bocca escono suoni con un significato preciso.
Che a volte parlo da sola, ma la maggior parte delle volte sto parlando con lui.
Non si fanno i ricatti.
Ma funzionano.
E la minaccia di tenere la televisione spenta è l’unica che lo fa diventare un vero soldatino.
No, proprio un soldatino no, però fa il suo effetto.
Chiedo perdono a Tata Lucia.
Ma accetto altri consigli, soltanto se funzionano veramente.

 Con questo post, partecipo al blogstorming




6 commenti:

Manuela ha detto...

Che bel post! Non dev'essere semplice essere mamma, ma sono certa che tu sai esserlo al meglio! :)

http://pensierinviaggioo.blogspot.it

Ilaria ha detto...

Grazie, troppo gentile!!!

Silvia (Mammabook) ha detto...

EH oh, ogni tanto bisogna pur cedere! Io 'ricatto' anche sul cibo, o sul bagno, o su qualunque altra cosa che gli stia a cuore: guarda che se fai così, al parco giochi non ci si va!!!

Ilaria ha detto...

Sì, per il momento è l'unico modo per farsi ascoltare...

Rachele ha detto...

Io ascolto i consigli delle tate, ma ricordo sempre che loro, alla sera, tornano a casa propria e DORMONO!
alcune volte cedere è vitale per noi! :)

Ilaria ha detto...

E' vero, a volte cedere è indispensabile per sopravvivere. Soprattutto nella fase in cui non dormi la notte, che è sicuramente la peggiore. Per me è passata da tempo, ma la ricordo molto bene!

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